Locanda del Papa la famiglia del papa

BnB la spezia

UN rifugio dell'anima


Un rifugio dell’anima. Una combinazione affascinante di modernità ed ospitalità tradizionale, e, nello stesso tempo, un poco stravagante. Un misterioso luogo pieno di fantasie. Un tempo: rifugio di gente fiera ed indomita. Oggi: caldamente amato da spiriti liberi. L'anima della locanda come uno squisito angolo di "cielo e terra sospesi nel tempo”. Antica, misteriosa ed affascinante; ospitalità semplice e cordiale, tradizione, e “quel certo non so che”, che non si riesce a descrivere, ma che rende la partenza molto, molto difficile. Immersa in un'atmosfera intima, senza pretese e molto personale. Un ponte verso la natura con una meravigliosa dose di tranquillità e stile. Da che cosa si riconoscono le stagioni nella nostra terra? Dal profumo delle erbe officinali, dal basilico fragrante, dai sempreverdi ulivi,dal rosmarino, dal mirto, dall’alloro, che cominciano direttamente dietro la casa e portano al bosco con i suoi umori ed incantesimi di folletti nascosti. Dai raggi gentili del sole, che in Primavera, svegliano i borghi vicini disposti ad arco davanti a noi. Dall'intenso profumo nelle incredibili giornate autunnali, quando di la dal monte “ urla e biancheggia il mare”. Dagli occhi promettenti delle femmine, avvolte nel caldo dell’estate ed accarezzate dalla brezza fresca della sera. Dagli occhi lucidi degli uomini quando stappano, davanti al camino acceso e quasi con timore, una bottiglia di vino delle Cinque Terre.

cosa fare

Cosa Fare Bellissimo non fare niente. Ci pensate? Giorni interi vissuti senza fare niente! Ma non è fantastico? Chiacchierare con qualcuno o seguire il filo silenzioso dei ricordi, passeggiare con lentezza e riposare sino a tardi, oppure svegliarsi prestissimo per vedere cosa di nuovo è cresciuto nei campi, leggere all'ombra della quercia, giocare con i bambini ( ......non lo facciamo mai!),godersi il sole del tramonto con un bicchiere di vino in mano. Aiutarmi a fare il pane e la focaccia o venire con me alla scoperta di luoghi un po misteriosi : magari scoprire la farfalla di San Lorenzo nel pieno del solstizio d'estate; oppure preparare il falò di Sant'Antonio il 12 di Giugno e festeggiare come fanno a Lisbona con il sapore incredibile delle acciughe cotte nella brace. Possiamo fare tantissime cose assieme, ma ancora una volta lasciatevi dire : almeno per un po viviamo senza alcun impegno!

Un po' di storia

Carpena si trova sulle colline che sovrastano la città di La Spezia e alle spalle delle Cinque Terre ed in particolare Riomaggiore e Manarola .La storia ufficiale è fatta di episodi, date e nomi spesso rappresentativi della classe dominante del tempo, mentre invece la storia delle persone, del popolo, è fatta di ricordi e tradizioni che sono passate di padre in figlio nel corso dei secoli. Io quindi vi dirò di ciò che ho letto, ma soprattutto di quello che mi è stato raccontato. Carpena era nel 1165 uno dei più importanti centri della Val di Vara, sede di un podestà con giurisdizione su un ampio territorio, tra cui il borgus Spedie, ( l’attuale La Spezia ) e parte delle Cinque Terre. L’origine laica del territorio è rappresentata ancora oggi dal nome dei paesi che la circondano: Codeglia, Porcale,Castè, Vergassola, Cozzano,Torracca derivano dalle famiglie che li hanno abitati e che ancora oggi sono presenti nel territorio. Nel 1239 giura fedeltà alla Repubblica di Genova, ma pochi anni dopo Simon Boccanegra smembra il territorio istituendo la Podesteria di La Spezia. Gli uomini di Carpena per lo smembramento della loro Podesteria si sentirono alquanto umiliati e iniziarono quella che oggi si chiamerebbe una guerriglia nei confronti di La Spezia, che finì poi nel 1371 in aperta contesa. Carpena quindi dichiarò guerra contro Genova e La Spezia, ma i genovesi ristabilirono l'ordine con la forza delle armi e, il Doria aiutato dagli uomini della Spezia, dopo aver stretto d'assedio il borgo, nell'aprile del 1412 lo prese e lo rase al suolo, rimasero uccisi, perché rifiutarono la resa, 500 uomini e 22 caduti prigionieri furono impiccati agli alberi delle galee del Doria ancorate nel Golfo. Il declino fu inevitabile ed il rancore perdurò nel tempo sino ad oggi: di fatto il territorio ed i paesi nei quali viviamo sono l’unica parte di Liguria nella quale non si parla il dialetto e la cadenza Genovese.